The scientific world is discussing global risks due to the pandemic and strategies to address them in a Post-Covid-19 world. On this topic, the National Economic and Labor Council (CNEL, Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), in collaboration with the Expotech: Esrel 2020 Psam 15 Conference, presents a webinar with experts in risk assessment, risk management, risk policy and risk communication, to share knowledge needed to assess and manage a global emergency like the one we are in now.

Enrico Zio, full professor of Computational Methods for Safety and Risk Analysis at Politecnico di Milano, partecipates in the international webinar.

Professor Zio analyzed the epidemic spread employing a mathematical model used for catastrophes, such as earthquakes or floods. He said, “It is the application of Learning Theory that measures human adaptation to vulnerabilities, evolution based on countermeasures, and even errors that are committed and gradually corrected.”

Read his interview on corriere.it

VERSIONE ITALIANA

Il mondo scientifico sta discutendo dei rischi globali legati alla pandemia e delle strategie per affrontarli, nel mondo post Covid-19. Su questo tema, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), in collaborazione con Expotech: Esrel 2020 Psam 15 Conference, organizza un webinar con esperti di risk assessment, risk management, risk policy e risk communication, per condividere la conoscenza necessaria all’assessment e alla gestione di un’emergenza globale come quella in cui ci troviamo.

Al webinar internazionale partecipa anche Enrico Zio, ordinario di Computational Methods for Safety and Risk Analysis al Politecnico di Milano.

Il prof. Zio ha analizzato la diffusione dell’epidemia utilizzando il modello matematico usato in caso di catastrofi, come terremoti o inondazioni. “È l’applicazione della Learning Theory, la teoria dell’apprendimento — spiega —, misura l’adattamento dell’uomo rispetto alle vulnerabilità, l’evoluzione basata sulle contromisure, anche agli errori che si commettono e che via via vengono corretti.”

Leggi l’intervista su corriere.it

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