The drug in question is Raloxifene and it has been identified thanks to the European Exscalate4CoV project, with the collaboration of Politecnico di Milano, Dompé Farmaceutici, Cineca and another 15 partners throughout Europe.

Exscalate4CoV is a European project coordinated by Dompé Farmaceutici which uses the fastest pharmaceutical research platform in the world, created with the collaboration of professors Gianluca Palermo and Cristina Silvano from the Department of Electronics, Information and Bioengineering of the Politecnico di Milano. From an incredibly vast archive of approximately 500 billion molecules, it is able to select the molecules that meet certain requirements for compatibility with the Sars-CoV2 virus. We discussed this here: The Italian Consortium in the Fight Against Coronavirus, 25 May

Thanks to the CINECA supercomputers, researchers have been able to analyze over 10 million pharmaceutical molecules, identifying in Raloxifene the most promising molecule to inhibit the replication of Coronavirus inside human cells. In vitro tests have confirmed the results processed by the platform. Raxilofene has been used for years against osteoporosis and is well-tolerated by the human body: this will make it possible to rapidly move forwards to the clinical test phase on patients affected by COVID-19. 

“One of the most computationally complex phases was the 3D modeling of the virus proteins, which was unknown until just a few months ago” comments Palermo. “Now we have a good model and the Exscalate platform is able to compare it with over 500 billion molecules in just a few weeks and identify the most promising: that is, the ones that fit snugly in the “pockets” in the proteins, thus inhibiting or preventing them from replicating”.

The first phase of the experiment has just finished and has pinpointed Raloxifene among over 10 million molecules from known drugs. Over the next few weeks, Exscalate will enter its second phase, where it will analyze almost 500 billion molecules, many of these have never been used and are not present in nature. If one of these compounds proves to be interesting, moving forwards to the clinical phase will take time: tests to verify whether a molecule is toxic for humans can take between 5 and 10 years. This is why the project has prioritized the analysis of drugs already being used for other pathologies.

VERSIONE ITALIANA

Si tratta del Raloxifene ed è stato individuato grazie al progetto europeo Exsacalte4CoV, con la collaborazione di Politecnico di Milano, Dompé Farmaceutici, Cineca e altri 15 partner in tutta Europa.

Exscalate4CoV è il progetto europeo coordinato da Dompé  Farmaceutici che usa la più veloce piattaforma per la ricerca farmacologica al mondo, realizzata con la collaborazione dei docenti Gianluca Palermo e Cristina Silvano del dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano. Da un vastissimo archivio di circa 500 miliardi di molecole è in grado di selezionare quelle che verificano determinati requisiti di compatibilità con il virus Sars-CoV2. Ve ne abbiamo parlato qui: Il consorzio italiano per la lotta al Coronavirus, 25 maggio

Grazie ai supercomputer del CINECA, i ricercatori hanno potuto analizzare oltre 10 mila molecole di farmaci, identificando nel Raloxifene quello più promettente per inibire la replicazione del Coronavirus all’interno delle cellule umane. I test in vitro hanno confermato i risultati elaborati dalla piattaforma. Il Raloxifene, utilizzato da anni contro l’osteoporosi, è ben tollerato dal corpo umano: questo consentirà di passare velocemente alla fase di test clinici su pazienti affetti da COVID-19. 

“Una delle fasi computazionalmente più complesse per il progetto è stata la modellizzazione 3D delle proteine del virus, che era sconosciuto fino a pochi mesi fa”, commenta Palermo. “Adesso abbiamo un buon modello e la piattaforma Exscalate è in grado di confrontarlo con oltre 500 miliardi di molecole in poche settimane, individuando le più promettenti: cioè quelle in grado di incastrarsi bene con le “tasche” presenti nelle proteine, in modo da inibirne o impedirne la replicazione”.

La prima fase dell’esperimento, appena conclusa, ha portato a individuare il Raloxifene tra oltre 10 mila molecole di farmaci noti. Nelle prossime settimane, Exscalate entrerà nella seconda fase, in cui analizzerà quasi 500 miliardi di molecole, molte di queste mai usate e non presenti in natura. Se uno o più di questi composti si riveleranno interessanti, passare alla fase clinica non sarà così veloce: i test per verificare che una molecola non sia tossica per l’uomo possono richiedere tra i 5 e i 10 anni. Proprio per questa ragione, il progetto ha dato priorità all’analisi di farmaci già in uso per altre patologie.

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